Piccolo dizionario referendario: A – F

La Costituzione resta così o verrà modificata? Con il 4 dicembre che si avvicina, con il voto estero che sta per per chiudersi già l’1, questa raccolta di considerazioni sarà inattuale nel momento stesso in cui uscirà. Del resto che vi aspettate, da un ruminante? Prendete questa come una serie di appunti su temi che riprendermo dopo il voto. O seguitemi se proprio volete sapere come ci sono arrivato a decidere cosa votare.

A – Ancora una campagna elettorale?

Quando verso primavera il referendum cominciava ad affacciarsi sull’agenda, mi sono guardato allo specchio: la mia faccia sembrava quella di un bambino davanti al minestrone di verdure. Qualcosa in me rifiutava l’idea di un’ennesima campagna elettorale, la sesta in tre anni dentro e fuori il PD. Intanto, era un problema del mezzo con cui comunicare: non avevo e non ho più voglia di impegnarmi in una campagna su Facebook. Ossia: di fare della mia bacheca una semplice cassa di risonanza di contenuti esterni. E’ solo un modo per mostrare a gente che la pensa come te che sì, anch’io la penso come te. Utile? E poi…

 

B – Basta un sì? Piuttosto: basta, vi prego!

…e poi penso ci sia un problema molto più rilevante: proprio non sapevo cosa pensarne, di questa riforma. Da una parte mi sentivo la voce di Matteo Renzi, dall’altra quella di tutti coloro che lo detestano. Ora, visto che si tratta di cambiare la legge fondamentale della nostra democrazia, non so voi, ma io gradirei farmi un’idea di che cosa vado a confermare o bocciare con il mio voto. Quindi la prima cosa che ho fatto è stato spegnere dentro la mia memoria le voci di chi è a favore della riforma perché è “di Renzi” e chi è contrario per lo stesso motivo.

C – Confusione e Costituzione

Sinceramente che la riforma sia scritta bene o male non mi interessa. Anziché come, mi chiederei cosa dice questa riforma. Dice che l’Italia sarà un paese migliore oppure una dittatura trasformata tale da un gruppetto di ragazzini presuntuosi? Davvero c’è scritto questo?

Forse sembra solo a me, ma non credo: non c’è dibattito in tv o sui social in cui non si faccia confusione tra Costituzione e Legge Elettorale? Alcuni sostengono che la riforma vada “fermata”… poi vai a vedere perché e scopri che sono contrari a regole stabilite nell’Italicum. E quando lo scopri, non c’è verso: graniticamente convinti che se votano no, fermeranno il ballottaggio, il premio di maggioranza, il proporzionale, il maggioritario… Capolavoro di confusione! Dove nasce questo capolavoro? Ne riparliamo il 5 dicembre. Oggi voglio solo raccontarvi la mia esperienza personale.

 

D – Democrazia, Antipatia e Costituzione

Inizialmente non mi sentivo convinto per niente. Il dubbio è quello che, credo, abbiamo avuto tutti almeno un attimo: ma questo nuovo “senato delle regioni” non diventerebbe un centro benessere per consiglieri regionali che ci si vuole levare di torno? Più di Renzi o di Grillo, era l’immagine di Formigoni a preoccuparmi: me lo vedevo per l’ennesima volta senatore, stavolta come rappresentante regionale. Ok, ognuno ha le sue, di ossessioni. Però, un attimo: intanto Roberto il Casto è arrivato in QUESTO Senato dopo la sua lunghissima esperienza lombarda. E poi, come ci è arrivato? Grazie di nuovo a una legge elettorale – peraltro ora emendata via Corte Costituzionale. Uffa, ancora una volta: con questo referendum non decidiamo né chi verrà eletto né come. E poi la Costituzione a cosa serve? Non ci vuole l’esperto: non serve certo per proibire di essere eletto a chi ci sta antipatico. Di nuovo: parliamo di legge fondamentale della nostra democrazia, stabilisce principi, non regole elettorali.

E allora: spente le voci di Renzi e Travaglio? D’accordo che Costituzione e Legge Elettorali sono due cose diverse, e noi votiamo per la prima? Ok, allora concentriamoci sul principio: Senato e Camera con competenze diverse. Guardiamolo, questo benedetto “superamento del bicameralismo perfetto”.

 

E – Emendamenti

Sono nato quaranta anni fa in un Paese dove non c’è stata quasi legge che non si sia salvata dall’uso distorto degli strumenti che il Parlamento aveva a disposizione. Leggi gonfiate a dismisura o mutilate orrendamente grazie a qualche emendamento presentato a sorpresa. Spese fuori controllo grazie ad emendamenti a favore del cliente politico di turno. Che si fa? Togliamo ai parlamentari il potere di presentare emendamenti? Beh, non diciamo idiozie, sono lì per fare questo: emendare, perfezionare. Regoliamo meglio la presentazione degli emendamenti stessi, allora? Magari, anche. Ma resta il principio dentro al quale questa mala prassi si è incistata: due camere uguali hanno il diritto di rimandarsi tra loro i disegni di legge all’infinito. Una legge, secondo la nostra Costituzione attuale, può non venire approvata ma nemmeno respinta. Con altre simpatiche conseguenze: le leggi di iniziativa popolare sotterrate tra un passaggio e l’altro, tanto per dire. A chi ama parlare di “scempio della democrazia”: ma questo principio dell’infinito rimpallo vi pare davvero fin in fondo un principio di sana democrazia? A chi ama parlare di pasticci, chiedo: ma queto principio, all’atto pratico, cos’è?

F – Fiducia

Ci sono anche cresciuto, nello stesso Paese. Quello in cui, negli ultimi venti anni, a ogni legge davvero importante il Governo pone la questione di fiducia, facendo saltare prima centinaia, poi migliaia e infine milioni di -> Emendamenti. Sono cresciuto nello stesso Paese, quello in cui si governa di fatto con il ricorso al decreto legge, che mette una pezza all’urgenza di turno. Ma poi va convertito, sempre che si faccia in tempo. Quante voci si levano “a difesa della democrazia” ogni volta che succede? E ora che si arriva a una soluzione, quante di queste stesse voci si alzano nuovamente?

Eccolo, fino a qui, il mio ragionamento esposto da cima a fondo. Che così si conclude: ora arriva una riforma che finalmente supera un principio che, all’atto pratico, non si è rivelato perfettamente democratico; si stabiliscono competenze e tempi certi. E cosa dovrei votare, secondo voi? Per mantenere principi non del tutto giusti? O per perfezionarli? Io sono per perfezionarli.

Vai alle lettere G-N oppure O-Z

 

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2 comments

  1. Elio · novembre 25

    Semplicemente bello

    Mi piace

  2. Pingback: Sì, e due pensierini per dopo | Sutasinanta

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